Recensioni

Ecco alcune delle Recensioni ricevute da Mariel Sandrolini per i suoi libri 

la chiusa del battiferro..di FABRIZIO ARRIGHI 


Commento al libro di Mariel Sandrolini:
LA CHIUSA DEL BATTIFERRO
ed. Golem
Ultimo libro legato alle vicende del commissario Marra che non avevo ancora letto.
Nella placida Bologna una telefonata annuncia il ritrovamento di un teschio col la scritta in fronte: Morte ai pedofili.
Nessuna impronta, nessuna segnalazione di scomparsa, indizi inesistenti, tranne alcune cicche che, prontamente il commissario Marra rileva.
Inizia così una difficile inchiesta per il commissario Marra. Ad aggiungere ulteriore disagio, l'uccisione del cancelliere Benito Focus. All'apparenza i due casi sembrano non avere alcun nesso.
Da questo momento inizierà una lunga corsa ad ostacoli fatta di pedinamenti, appostamenti, interrogatori conditi da abili depistaggi, furti di documenti compromettenti, ma alla fine la cruda e triste verità verrà a galla in uno sconcertante epilogo.
Mariel col suo stile ben delineato, fatto di tensione e intrigo, invoglia il lettore a desiderare di arrivare in fretta alla conclusione del libro per scoprire chi è l'autore di orrendi delitti.
A mio avviso, parere personale, per quel che conta, dopo le fiction di Camilleri, quelle del vicequestore Rocco Schiavone di Antonio Manzini, quelle dei delitti al barLume di Marco Malvaldi e quelle dei Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio di Giovanni, anche l'epopea legata al commissario Mario Marra potrebbe avere una valida trasposizione televisiva.
Buona lettura.


Burlesque e delitti  di Fabrizio Arrighi
posso tranquillamente affermare di essermi sufficientemente Sandrolinizzato.
Attraverso una scrittura godibilissima ed efficace l'autrice narra sopra un duplice piano quanto avviene all'interno del commissariato di Bologna durante i conclave( termine efficacissimo) tra il commissario capo Mario Marra e i suoi sottoposti che si scambiano pareri e opinioni sulle indagini in corso. E sull'altro piano Mariel racconta con grande efficacia le vita della città, i suoi vicoli, i suoi palazzi, i profumi, gli odori dei bassifondi, gli interni delle case sembrano quadri dove non c'è un aggettivo o un sostantivo fuori posto nella descrizione; racconta di notti di notti stellate, di piogge incessanti di nebbie che invogliano al delitto. Racconta di una variegata umanità a volte felice a volte dolente, come in fondo siamo, a suo modo, ognuno di noi.
Nella costruzione delle storie Mariel dimostra di essersi assai documentata nel trattare tematiche legate alla medicina, alla magia, alla pratica del Bondage, all'utilizzo appropriato delle nuove tecnologie come supporto alle indagini investigative; ma sopra tutto prevale il commissario Marra che osserva con gli occhi, comunica con la bocca, ascolta con le orecchie e pensa con la mente.
Ultima annotazione.
Con l'abilità dei giallisti Mariel inganna i suoi lettori depistandoli verso soluzioni improbabili, ma lo fa una volta sola, come sanno fare solo i veri giallisti.
Buona lettura,ne vale la pena.
Lunga vita alla nostra Jessica Flechter alias Mariel Sandrolini.




Ho terminato adesso la serie dei romanzi che hanno come protagonista il Commissario Marra. Per la precisione, mi manca " la calda estate gialla" .
Suggerisco la lettura di questi libri di Mariel Sandrolini perché sono scritti bene, perche' in Italia ci sono tanti brave autrici e Mariel è, secondo me, una delle migliori.
Buona lettura...a quando il prossimo romanzo con il Commissario Marra?




QUESTO THRILLER HA VINTO IL PREMIO PER IL ROMANZO GIALLO CITTA' DI PONTREMOLI 2017 il premio sarà consegnato domenica 7 maggio ore 15.30 teatro della Rosa a Pontremoli


DA CONTORNI NOIR CECILIA LAPOVA AL MIO- CASO DEL GHETTO EBRAICO

Ecco qua che scopro un nuovo commissario, questa volta a Bologna. E, soprattutto, scopro una nuova autrice di noir italiani, che mi ha riservato piacevoli sorprese. Mariel Sandrolini, con il suo tranquillo aspetto da giovanile nonna , riesce a ..tirare fuori le grinfie, quando racconta le sue storie, degna dei migliori autori di thriller!
Infatti, che cosa si chiede ad un buon giallista? Di imbastire una trama interessante e possibilmente originale; di tenere il lettore avvinto con delle trovate “giuste”, e con dei colpi di scena; di proporre infine una vicenda intrigante e con tutti i tasselli sistemati a dovere.
Mariel Sandrolini, in questo romanzo, ci è riuscita perfettamente, tanto che ho letto il libro in due giorni.
E’ vero che non è un grosso tomo, ma quando gli impegni sono molti, il tempo da dedicare alla lettura è poco. Ma se la storia chiama….si legge e basta, anche a costo di fare le ore piccole. Ma diamo almeno un accenno alla storia. E’ il mio primo incontro con il Commissario Marra, ostinato e capace poliziotto che si occupa del caso in questione in questo romanzo. Non conosco la sua precedente storia , di vita e professionale, ma è un personaggio che mi è piaciuto immediatamente, anche se non si dà qui molto spazio al suo privato, ma piuttosto al suo ruolo di poliziotto.
Il protagonista è Masetti, un ricco gallerista di Bologna, che in seguito ad una misteriosa eredità che arriva dalla Russia, deve obbedire a determinati ordini, come ad esempio lasciare per un po’ la sua bella villa e trasferirsi in un triste alloggio popolare ..Ma il gioco vale la candela! Peccato che inizino a verificarsi episodi inquietanti, che mettono in discussione le sue certezze. Prima, scompare un’affascinante pittrice che avrebbe dovuto esporre nella sua galleria. Nel suo pc , l’uomo trova un filmato con la prova che la donna sia stata uccisa barbaramente, ma il cadavere non si trova.
Poi, un misterioso uomo tatuato, con accento russo, lo minaccia sempre più da vicino, pretendendo da lui delle confessioni che Masetti non può dargli, perchè non sa nulla! Il commissario Marra ed i suoi uomini indagano come dei mastini: non solo non approdano a niente di concreto ( almeno, in un primo tempo), ma le colpe di tutti i fatti accaduti ricadono sempre sul Masetti, che non riesce a provare la sua estraneità , tanto da finire in prigione. Ma un angelo custode in carne ed ossa ( senza ali!) lo aiuterà a tirarsi fuori dai guai. E mi fermo qua.
La vicenda è scorrevole e ricca di sorprese, con persone insospettabili coinvolte; la trama è talmente incalzante che, una volta iniziato, bisogna sapere che cosa accade “dietro”, chi si muove come un burattinaio, in questo tourbillon di accadimenti, che vedono anche persone uccise in modo crudele, per esempio bruciati in un forno a legna! Lascio ai lettori le scoperte, ed io mi dedicherò presto al secondo romanzo di questa brava autrice.
promossa a pieni voti. 




DA ECONOMIA ITALIANA IL GIORNALISTA MAURO CASTELLI


IN   quanto intrigante lettura si propone anche la bologneMariel Sandrolini, di nuovo in libreria - per i tipi della Golem - con la sesta indagine affidata al commissario Mario Marra, un investigatore dai tratti umani e dalle grandi intuizioni in forza alla Mobile del capoluogo emiliano. Una figura accattivante e bonaria che l’autrice ci tratteggia non solo sul lavoro, ma anche - oltre che attraverso i ricordi dei tempi andati - nel suo ambito familiare (lo incontriamo infatti alle prese con la compagna Clelia, pronta ad esempio a rinfacciargli di aver ripreso a fumare il sigaro, benché per lui rappresenti un modo di ritemprarsi assieme a un buon caffè). Ovviamente Burlesque e delitti (pagg. 226, euro 9,90) risulta ambientato a Bologna, una città che, narrativamente parlando e per chi la vive in prima persona, offre spunti e variegate atmosfere. «Basta guardarsi intorno - ha infatti avuto modo di annotare l’autrice - per avere a disposizione una enorme quantità di cose di cui parlare. E una come me, che ama scrivere sin da quando era ragazzina, poteva non farne partecipi i lettori?». Sta di fatto che, ancora una volta, l’autrice gioca a rimpiattino con la verità, una verità in questo caso pronta a nascondersi dietro i loschi traffici di una banda di quartiere imparentata con le luci di un locale di burlesque, dove viene peraltro ammazzata una ballerina. Il tutto a fronte di alcuni interrogativi: perché Fabio Pica, integerrimo direttore di banca del Quadrilatero (una persona rispettabilissima, che Marra peraltro conosce bene, messo in mezzo a un rocambolesco inganno dall’amico Matteo Ricci), si sarebbe trasformato in ladro? Cosa si nasconde dietro il furto di alcuni documenti e di un plastico in uno studio di architettura? E poi perché Bologna risulta insanguinata da efferati omicidi, tutti contraddistinti da un canarino di velour giallo? Non bastasse, a intorbidire ulteriormente le acque, «gli eventi si intrecciano con le cospirazioni della Confraternita», pronta a difendere i suoi adepti nascondendosi dietro il paravento della rispettabilità. Che dire: una trama supportata da una scrittura intelligente, che si rifà a frasi e capoversi brevi, a un linguaggio sobrio e leggero, ma anche ad alcuni personaggi ben tratteggiati nonché a una logica concatenazione dei fatti. Come dire che Mariel Sandrolini sa muoversi come si conviene fra le pieghe di un poliziesco. Lei - signora non più giovanissima con una buona dose di nipoti al seguito, come da dedica di questo libro - che lavora ai suoi romanzi a sera inoltrata accompagnata dal sottofondo di musica classica. Lei che dai quattro ai 18 anni è cresciuta in collegio, uscendone con un diploma magistrale e uno in pianoforte; lei che aveva iniziato a sei anni a scrivere su pezzetti di carta delle rime; lei che in prima media («La fantasia certo non mi mancava e non mi manca, tutto il resto sarebbe seguito a ruota») aveva vinto un premio nazionale con un tema svolto in classe. Un riconoscimento che, strada facendo, sarebbe stato seguito da numerosi altri, a conferma della sua abilità narrativa. Quella stessa che ci accompagna sulla strada del crimine e che ha messo al servizio del commissario Marra, già in scena ne La chiusa del BattiferroIl caso del Ghetto EbraicoLe prime indagini di Marra, Una calda estate gialla, Il commissario Marra e il caso Bondage. Per non parlare dei suoi altri romanzi.













 



Ho letto tutti i suoi libri, ma questo ha superato tutti... geniale, bello, intrigante, ma sopratutto da bolognese, lo scambio di battute tra Marra e Lucio Dalla, seduto sulla panchina in piazza dei celestini è FAVOLOSO. Gabri da Bologna




Una recensione della Bottega del giallo a BURLESQUE E DELITTI DI MARIEL SANDROLINI. ... CLICCARE SOTTO SUL LINK.


http://www.labottegadelgiallo.com/burlesque-e-delitti/



recensione su ANIME DI LUCE BLOGGER


La sesta attesissima indagine
del commissario Marra
Burlesque e delitti
di
Mariel Sandrolini

Dopo l’anteprima nazionale al BUK di Modena,
una nuova sfida per Marra, tra velours giallo,
danze proibite e l’ombra della
Confraternita...
un giallo  tensivo fino all'ultima riga, da leggere. 


recensione SU  THRILLERNORD MARZO 2017



Perché un integerrimo direttore di banca sembra essersi trasformato in un astuto ladro? Cosa si cela dietro il furto di alcuni documenti e di un plastico in uno studio di architettura? Perché a Bologna vengono compiuti efferati omicidi e sui cadaveri viene lasciato un canarino di velours giallo? Queste sono le domande a cui il commissario Marra deve trovare le risposte indagando tra i loschi traffici di una banda di quartiere che sembra avere il suo fulcro in un locale di burlesque mentre, a intorbidire ancora di più le acque, gli eventi si intrecciano con le cospirazioni della Confraternita. Il tutto è, come sempre, accompagnato dal susseguirsi dei simpatici siparietti familiari di Marra e della sua Clelia.
Un giorno qualunque nel lento trascorrere della quotidianità, Fabio Pica un onestissimo direttore di banca, incontra un suo vecchio amico di studi che non vedeva da tanto tempo. Potrebbe essere l'inizio di una giornata diversa o di una piega diversa della sua vita nell'ambito dei ricordi o di nuove esperienze insieme, Fabio certo non può immaginare che la sua vita diventerà un incubo.
Quando il suo amico, Matteo Ricci, lo mette in mezzo ad un rocambolesco inganno condito con omicidi, Pica si vede perso soprattutto perché la polizia non crede alle sue parole. Fabio Pica è sempre in mezzo, come si fa a crederlo innocente? Ma il commissario Marra della omicidi, che conosce il direttore di banca, cerca di scagionarlo.
Nel frattempo la segretaria di Pica prende la decisione di aiutarlo anche se la situazione è decisamente rischiosa e se ne accorge una notte fuori dal privé Pilastro dove la serata burlesque è spenta dalla morte di una ballerina. Fughe bloccate da rapimenti, omicidi efferati, un canarino velours giallo lasciato su ogni cadavere, una Confraternita che difende i suoi adepti e nasconde i suoi misfatti grazie ai suoi importanti membri, documenti scottanti con prove schiaccianti nelle mani di un ricattatore...questo e molto altro nel libro di Mariel Sandrolini.

Avvincente in modo da sequestrare il lettore e farlo rimanere incollato alle pagine







“Una misteriosa eredità, un killer proveniente dall’Est, un famoso gallerista d’arte sono gli ingredienti di un thriller ad alta tensione che si snoda tra le vie del ghetto ebraico di Bologna dove una valigia piena di dollari genera una lunga scia di sangue e una gara di astuzia tra uno spietato killer e l’ineguagliabile commissario Marra.
Il commissario Marra e la sua squadra saranno impegnati al massimo per risolvere questo intricato mistero dove le cose non sono mai come sembrano e i colpi di scena si susseguono a ritmo incalzante, mentre Marra scopre anche che nella propria vita privata c’è spazio per i sentimenti e per consolidare una relazione profonda e duratura.”
Questa la presentazione del romanzo nella seconda di copertina.
Merita però attenzione anche l’incipit: “Lo specchio rifletta la mia ombra appena visibile nel buio. Un’immagine che oscura i miei lineamenti di cui, solo io posso cogliere l’essenza. Con gesti meccanici apro il rubinetto del lavabo e mi spruzzo l’acqua fredda sul volto che, però, non placa cil calore della mia tensione… il fuoco che mi scorre nelle vene. Alzo le palpebre e guardo la persona che sta dall’altra parte con timida soggezione.
Anche lei ricambia lo sguardo.
Poi, però, abbozza un gesto di disappunto e mi punta l’indice contro osservandomi in modo malevolo”.
Il romanzo è spudoratamente geograficamente localizzato, e Bologna la fa da padrona entrando fin da subito prepotentemente in scena.
La Sandrolini ci fa capire immediatamente che siamo nei pressi dell’aeroporto di Bologna, cita fin dalle prime pagine nomi delle vie e luoghi del capoluogo emiliano, ed è nel secondo capitolo che dalla periferia ci si sposta “nell’antico Ghetto Ebraico in pieno centro a Bologna”.
Interessante come descrive il suo commissario Marra la scrittrice, che ho intervistato la primavera scorsa. “E’ un personaggio seriale, poiché è presente in tutti i miei romanzi. Lavoro su due linee: Marra capo della omicidi di piazza Galilei a Bologna … e Marra uomo. In ogni libro c’è un’evoluzione tra le due personalità, con una svolta più decentrata sulla vita privata. Sono bolognese e i miei libri sono ambientati nella mia città. Bologna la amo, e ne conosco ogni singolo anfratto, ogni angolo, quindi mi è facile descriverla paciosa di giorno e tetra e misteriosa la notte. Dopo il calar del sole, un altro popolo si sveglia … è il popolo della notte… ed è tutta un’altra città.
Per i fatti prendo spunto dalla cronaca. Questo per non lasciar cadere l’attenzione su certe tematiche che sono d’interesse generale.”
Un thriller tutto emiliano quindi, un noir con la giusta tensione emotiva, per gli amanti del genere.
Fino all’ultima pagina il lettore resta quasi in apnea, non riesce a staccarsi dai personaggi, che sono tutti tosti e si muovono come pedine nella scacchiera, nell’intrinseco della trama.
Ed è solo una delle tante indagini del Commissario Marra…
 ∙ flag






RRA. 
Con una scrittura senza fronzoli, Mariel Sandrolini bastano poche righe , magari un dialogo , per coinvolgere il lettore in una tensione che tiene viva fino all'ultima pagina.
La Sandrolini è un'incursione nella vita sentimentale del commissario Marra e nei lati più oscuri della natura umana. Dove qualche volta le emozioni e gli affetti , il rimorso e la voglia di riscatto lottano per la supremazia con il dovere professionale e con la distaccata lucidità necessaria in un'indagine tanto delicato.
" In questo libro troverete le prime indagini del commissario Marra , quando era ancora ispettore e prima ancora che venisse assegnato alla questura di Bologna.
"Il commissario Marra si trova all'ombra della Mole Antonelliana coinvolto in due casi ad alto rischio che mettono a dura prova le sue capacità investigative e che lo portano a confrontarsi con spietati criminali che non esitano a uccidere per odio, sadismo e vendetta per coprire i loro sporchi affari.
Ma Marra sa che non è facile , in quanto riescono a celare molto bene la loro malvagità. Il loro narcismo li fa credere, ai loro stessi occhi , superiori a chiunque e li fa indignare quando non vengono doverosamente riconosciuti e omaggiati come fossero i soggetti più potenti e importanti della terra."



6 novembre 2016
IL COMMISSARIO MARRA E BOLOGNA DI FEDERICA MAZZONI ASS. CULTURA BOLOGNA
Dopo avere letto i suoi romanzi e avere così conosciuto il suo Commissario Marra, è stato un vero piacere incontrare di persona la scrittrice Mariel Sandrolini e presentare il suo ultimo volume.
 Attraverso i suoi gialli si possono conoscere luoghi fuori dai circuiti turistici più percorsi della nostra Bologna come per esempio la Chiusa del Battiferro e il Ghetto ebraico -  riflettere sui cambiamenti della nostra società a cominciare... dai delitti che l'autrice racconta e sviluppa partendo da fatti di cronaca. Mariel è una donna piena di energia, fantasia e passione che con i suoi libri sta portando in giro per l'Italia Bologna. Per questo, per l'invito che mi ha rivolto e per come sta raggiungendo tante e diverse fasce di cittadini e di cittadine che, leggendola, scoprono meglio e amano Bologna, desidero ringraziarla.

LE PRIME INDAGINI DI MARRA- MARIEL SANDROLNI- GOLEM EDIZIONI
Un plauso Mariel Sandrolini , per trasportarci, con stile leggero e sobrio, lungo le strade del crimine. Un’ottima ricostruzione romanzata, di efferati crimini, con quel tocco, di eleganza tutta al femminile. Ma l’aspetto più interessante sono i suoi protagonisti, dove tra le righe ne cogli l’anima, le paure, i sentimenti… non sono amorfi…sono persone vive. Il suo commissario Marra, poi, è una figura di particolare intensità, che racchiude le caratteristiche e le somiglianze con illustri colleghi del passato, quali Maigret, Colombo.
E’ il primo libro che leggo di lei, e per un appassionato giallista quale sono, posso dire che ha lasciato il segno, con la curiosità di leggere gli altri suoi libri.
@ onofrio B…



il caso del ghetto ebraico 5 settembre 2016. Su economia Italiana a cura del giornalista M.Castelli  In chiusura di rubrica torniamo a parlare della bolognese Mariel Sandrolini, una signora non più giovanissima (ma “tecnologicamente” dotata) che si propone all’insegna della spontaneità e che scrive sin da quando era bambina («La fantasia certo non mi manca, tutto il resto segue a ruota»), tanto è vero che già in terza media vinse un premio nazionale su un tema di classe. Un riconoscimento che, strada facendo, sarebbe stato seguito da numerosi altri, a conferma della sua abilità narrativa. In quanto la penna di Mariel riesce a catturare sia per le sue trame intriganti che per i suoi riusciti protagonisti. Come appunto il commissario Marra, che ne Il caso del Ghetto Ebraico (Golem, pagg. 236, euro 9,90), torna in scena per la quinta volta, supportato «da un crescente interesse da parte del pubblico». In quanto si tratta di un personaggio completo, dai tratti umani, professionale quanto basta e ovviamente investigatore dalle grandi intuizioni. Un poliziotto che si dà da fare nella sua Bologna e che, in questa storia, si trova alle prese con una misteriosa eredità, uno spietato killer proveniente dall’Est nonché con un famoso e simpatico gallerista d’arte. Quanto basta per dare vita a un noir ad alta tensione che si snoda tra le vie del ghetto ebraico, dove una valigia piena di dollari genera una lunga scia di sangue in un gioco d’astuzia fra l’assassino e il commissario. Il quale, assieme alla sua squadra, sarà impegnato al massimo nel risolvere un mistero quanto mai intricato, dove niente è quel che sembra e dove i colpi di scena si susseguono a ritmo incalzante. Ferme restando intelligenti angolature di privato per regalare spazio anche alla vita sentimentale di Marra, quella che vede il consolidamento di una sua profonda relazione. Risultato? Un libro che sta andando a ruba («Il rapporto con i lettori in termini di simpatia e di amicizia è bellissimo»), tanto da essere già stato ristampato diverse volte. La qual cosa ha portato la Golem a voler riproporre anche le sue opere precedenti, quelle cioè pubblicate con altre case editrici. Lavori cui ha dato vita in quanto, a suo dire, affascinata da luoghi e atmosfere. «Perché basta guardarsi intorno per avere a disposizione una quantità enorme di cose di cui parlare. E allora, potrei tenermele tutte per me, visto che scrivere rappresenta la mia vita?».





 Letto Il caso del Ghetto Ebraico. Come le sensazioni cambiano durante la lettura: dalla voglia che prendano il "cattivo" al desiderio che la faccia franca ed eviti i tentacoli del Dott Marra. Scrittura intelligente e realistica che riesce a farmi provare anche l'orrore della ns societa' così ben descritta da pag 222 a pag 224. Grazie grande Mariel.Mara Francella





Il caso del ghetto Ebraico- ll tuo romanzo l'ho letto in un giorno a dir la verità in due mezze giornate. Sei stata bravissima come sempre nelle descrizioni e quando si incomincia a leggere un tuo romanzo è sempre difficile staccarsi da lui. Durante tutto la lettura sei stata in gamba a tenere il filo tensivo sempre ai massimi livelli e fino alla fine non hai dato a intendere chi fosse l'assassino. Sei bravissima, veramente una grande giallista. Molti non ti conoscono, e non sanno cosa si perdono a non leggerti. Ti auguro tanto successo tu, e il tuo commissario Marra. che vorremmo in tanti vedere in fiction in TV. daniela g.




IL CASO DEL GHETTO EBRAICO – Mariel Sandrolini
Se ti chiami Pierluigi Masetti (Pigi per gli amici), sei una famoso gallerista e a un certo punto ti ritrovi tra capo e collo, non solo una misteriosa eredità, ma pure un pericoloso killer proveniente dall’est, meglio spifferare tutto al commissario Marra, o affidarsi invece al vecchio detto “ se non puoi batterli fatteli amici”? 
Che da una parte c’è Ludmilla che non ha consegnato i quadri per l’inaugurazione all’Atelier D’Arte e si son perse le tracce – e quando arrivi a casa sua, in Via del Carro, nell’antico Ghetto Ebraico, l’unica cosa che trovi è uno strano messaggio scritto con il pennarello sullo specchio del bagno.
E dall’altra c’è una valigia di soldi – e pure di questa si son perse le tracce.
Un mistero dentro al mistero insomma – per non parlare dei morti ammazzati e i colpi di scena.
Scorrevole, coinvolgente e ben modulato.
Ancora una volta Mariel ha fatto centro... sandra m.


IL CASO DEL GHETTO EBRAICO

Con "il caso del ghetto ebraico" Mariel Sandrolini ribadisce il proprio impegno letterario posizionandosi ai più alti livelli del settore giallistico nazionale. Ci auguriamo che l'opera possa essere al più presto tradotta e distribuita anche all'estero.....vista la predisposizione al viaggio del commissario Marra. Evviva il giallo! Evviva Mariel! Cesare Carbonieri



La chiusa del battiferro

Mariel !!! Ho finito di leggere La chiusa del battiferro!! Mi è piaciuto tantissimo, nonostante il "noir" non sia il mio genere preferito. Anzi, devo ammettere che è il primo che ho letto, di questo genere, poichè mi sono sempre limitata ai "Gialli" (sono alquanto impressionabile). Con la curiosità di approdare ad un nuovo genere letterario, e per stima e affetto nei tuoi confronti, mi ci sono buttata e l'ho letto tutto d'un fiato perchè, davvero, tu riesci a creare un interesse ed una souspance inesauribii fino alla fine. A parte qualche dettaglio raccapricciante (ma per forza, sennò che noir sarebbe?) mi sono letteralmente immersa nella storia, descritta così bene che mi pareva anche di conoscere davvero persone e luoghi. ... E, a sire il vero, l'ho gustato di più in questi giorni, dopo aver terminato la lettura. Insomma: BRAVISSIMA. E capisco anche come mai ti càpiti di bruciare il sugo, a volte !!! Emoticon grin Emoticon grin .. E mi chiedo anche come possa una personcina così deliziosa e mite come te scrivere i noir !! Emoticon wink Adesso mi aspettano "Le scelte di Erica" e "Julienne". Lascio volutamente per ultimo il Ghetto ebraico.
una lettrice a.c di brescia



la chiusa del battiferro. da economia italiaana

con un lavoro arrivato sugli scaffali alcuni mesi fa e firmato dalla bolognese Mariel SandroliniLa chiusa del Battiferro (Golem, pagg. 248, euro 9,90), un romanzo nel quale l’autrice gioca a rimpiattino con il lettore, cercando di depistarlo e confonderlo, intessendo falsi indizi e mezze verità, dando voce a personaggi particolari  che si alternano nel ruolo di buoni e cattivi, sempre all'insegna del dubbio. Mettendo in pista per la quarta volta il tenace commissario Marra (un uomo dalle poche certezze, sempre in bilico fra il lecito e l’illecito, la cui vita è segnata da momenti di solitudine che lo aiutano a pensare), il quale ha già tenuto banco ne Le scelte di EricaLa mia vendetta avrà la tua firma e Il commissario Marra e il caso Bondage, storie date alle stampe da altri editori e che ora Golem intende riproporre. Mariel, si diceva, un’autrice non più giovanissima che ha iniziato a scrivere sin da bambina (già in terza media aveva vinto un premio nazionale grazie a un tema in classe), abile nel dare spessore ai lati più oscuri di una città, la “sua” Bologna, segnata dalla menzogna nonché da sacche di disagio sociale, regalando una narrativa di piacevole lettura pur senza elevarsi all'eccellenza. Il tutto a fronte di una trama che intriga all'insegna della semplicità. Tutto parte da una telefonata arrivata alla sala operativa della Mobile di piazzale Galilei, con la quale un anonimo interlocutore segnala che «un cranio con un foro di proiettile è affiorato nel canale Navile, al Battiferro», antica zona fluviale a nord della città. Una segnalazione che sa tanto di scherzo, ma da non prendere sottogamba. Così il team della omicidi si reca sul posto, finendo per trovare un teschio con la scritta Morte ai pedofili! impressa sulla fronte e un foro alla tempia, presumibilmente da arma da fuoco, ma nessun cadavere. In tanti anni di carriera Marra pensava di aver visto di tutto, invece… Non bastasse, anziché trattarsi della fine di una brutta storia sulla quale indagare con i pochi indizi a disposizione, sarà soltanto l’inizio di una catena di delitti, contrassegnati da crudeltà e sadismo, peraltro studiati nei minimi particolari. Ma quale mente perversa e diabolica può aver architettato un simile piano? Per dare ancora una volta scacco matto ai criminali, il commissario Marra sarà costretto a riaprire un caso già archiviato. Un cold case che si rapporta con una storia maledetta segnata da falsità e fandonie. Tuttavia questa volta Marra è fortemente intenzionato a far luce sulla verità, per quanto cruda e amara possa proporsi, e a ingabbiare il colpevole o i colpevoli di turno.



pevoli di turno.
A  julienne il sottile filo del passato
Storie, storie e ancora storie. Questa è la sostanza della letteratura e questo 
diceva anche un grande scrittore come Bernard Malamud. Prima d’ogni cosa un buon romanzo
 è anche una storia ben congegnata, non necessariamente complessa, ma l’importante è che
 ci arricchisca.
Julienne di Mariel Sandrolini ci riesce benissimo. Protagonista Enrico Trebbi che narra le
 vicende della sua vita. Si parte dagli ultimi anni del regime fascista fino ai nostri giorni. 
Il tutto si consuma tra l’Italia e la Corsica. Al centro una ragazza, Julienne, amore adolescenziale
che Enrico vivrà sull’isola francese e che sarà osteggiato. Ed è proprio la nostalgia di questo
sentimento non consumato che guiderà il protagonista anche negli anni a venire. 
E tutto il romanzo si muove proprio intorno a questo connubio: ricerca-assenza.
La ricerca dell’amore perduto diventa per il protagonista l’unica ragione di vita.
Di conseguenza l’assenza di quelle emozioni irripetibili, vissute di sfuggita, creano 
il dramma esistenziale di Enrico. Julienne non è solo icona dell’amore adolescenziale, 
che segna il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta, ma assurge al ruolo di “spirito guida”
 del protagonista.
È importante tenere in considerazione questi aspetti perché è proprio grazie ad essi che il
 romanzo della Sandrolini diventa caratteristico. Non siamo in presenza di un libro 
di Sveva Casati Modignani, con tutto il rispetto per chi ama questa scrittrice, ma ci troviamo 
davanti a un romanzo di impatto. Una storia che penetra nel lettore.
Come ci verrà specificato all’inizio del libro, l’opera prende spunto da una vicenda 
realmente accaduta. Tutto ciò rende questo romanzo una storia per gli uomini e non 
popolata da eroi. Proprio questa affinità con la realtà è il punto di forza del libro della
 Sandrolini, perché oggi più che mai c’è bisogno di ascoltare storie vere, che danno speranza.
È una lettura leggera, nel senso buono del termine. È un romanzo che si lascia sfogliare. 
È una storia in cui l’amore diventa forza motrice. Non vi troveremo solo buoni sentimenti. 
A far da sfondo all’opera, infatti, vi sono i principali drammi della storia italiana.
 Julienne, non provocherà in noi né moti di commozione, né di stupore. È un buon libro.
Leggerete con gusto una storia realmente accaduta, scoperta e resa viva dall’autrice.
 Sarete anche voi coinvolti in questo connubio ricerca-assenza, che poi appartiene
 a tutti noi. Si manifesta in forme diverse, come Julienne per il protagonista.



Julienne il sottile filo del passato

Una presentazione intensa quella di ieri alla Mondadori Megastore di Bologna: Mariel Sandrolini e il suo quattordicesimo romanzo "JULIENNE. Il sottile filo del passato", edito da Giraldi Editore, 
Mariel non scrive solo noir, ma anche romanzi costruiti su vicende reali. Come in questo caso, in cui una famiglia bolognese ha voluto dividere con lei parte della propria storia privata: due ragazzi che si innamorano sulla soglia dell'adolescenza e negli anni precedenti la seconda Guerra mondiale, separati dai grandi accadimenti storici che hanno travolto l'Italia e l'Europa ma hanno poi offerto loro opportunità inattese, perchè, come scrive Mariel, "la vita ha più fantasia di noi". Una storia privata che si muove nella grande Storia, su un fondale che si sposta da Bologna a Parigi, e attraversa ottant'anni di profondi mutamenti sociali. Un amore che non si arrende, perchè sa vedere "cose che nessuno vede, e che sono fuori da ogni logica".
Ne abbiamo parlato con Mariel il giornalista Giancarlo Monari e io, ma non solo.
Il pubblico è stato partecipe fin dall'inizio e, fatto singolare durante una presentazione, ha dialogato con l'autrice per tutta la durata dell'incontro: il miglior segno di una partecipazione attenta e affettuosa.



La chiusa del battiferro 

Appena arrivato da Linkedlin@
La chiusa de Battiferro di Mariel Sandrolini.
Brava veramente bello.
Ben scritto, molto interessante e quando si comincia bisogna andare fino alla fine per poter conoscere il finale. 
Il suspens rimane durante tutta la lettura.
Per me e il migliore delle avventure del commissario Marra.
Ancora brava continua a farci sognare delle nuove avventure di Marra.
Claude R. da Ginevra.SVIZZERA-



La chiusa del battiferro

Volevo dirti che ho subito divorato il tuo romanzo e sono ammirata dalla disinvoltura con cui ti muovi all'unisono con il team della Omicidi! E Bologna è davvero palpabile. Complimenti Mariel! @ da una lettrice O.A. Chieti-


La chiusa del battiferro

Ho appena finito di leggere la tua ultima fatica e ti faccio davvero i complimenti: una lettura avvincente sotto tutti i punti di vista.
Trama complessa, personaggi a tutto rilievo, occhio vigile all’atmosfera di ambiente, attenzione puntuale alla cronaca.
Gli ingredienti ci sono proprio tutti, per un thriller che si fa rispettare.@ Giusy G. Bologna




Mariel Sandrolini: La chiusa del battiferro

L'autrice ha il talento e la capacità di catturare il lettore in un phatos di suspance adrenalinico puro. Il suo stile realistico,  la consacra davvero a signora del giallo. Nella chiusa del battiferro supera in fantasia e la licenza letteraria che si è presa si sposa alla grande nell'intrinseco narrativo. Da leggere  distensivamente sul divano. @ bruna passini-Rimini


La chiusa del battiferro :
Asciutto, privo di ridondanze lo stile di mariel sandrolini. una prosa efficace che riesce a pennellare e dipingere un quadro completo e ammaliante in tutte le situazioni descritte. 
Così il lettore ne intuisce le immagini, i colori, i profumi.
Per la sua immediatezza e fluidità espressiva, si diventa coprotagonisti dei suoi interpreti; tanto sono vivi, reali. Con straordinaria eleganza, ha il tocco di tenere in pugno la situazione dei vari personaggi che ha creato, scatenando così la fantasia del lettore creando quel filo tensivo dalla prima all'ultima pagina. 
Leggere la Sandrolini è una garanzia... questo è il 13° libro. Complimenti davvero. Ogni libro ne migliora la stesura @ Rosa Vitillo- Salerno accanita lettrice di noir 


La chiusa del battiferro
Mariel  Sandrolini scrittrice noir, ha il talento di contrastare il dramma dei delitti da lei descritti, con una vena poetica che la distingue da tutti gli scrittori/e noir. Complimenti@ Daniela P. Cagliari




Mariel Sandrolini: Il commissario Marra e il caso "Bondage"



Il primo giorno dopo il trasferimento alla mobile di Bologna, presenta per il commissario Mario Marra, l'inizio di un'immersione nei segreti di una città radicalmente cambiata agli occhi del poliziotto, che vi ritorna dopo diversi anni di assenza. La storia ha inizio quando una telefonata anonima annuncia che c'è un morto all'ex Manifattura Tabacchi. Un uomo con la gola tagliata riverso in una pozza di sangue, in un lurido locale; un buco nero situato nel cuore della città. Una zona dove a farla da padrone è l'assoluto degrado, la prostituzione, la delinquenza e dove sembra esistere solo una legge: quella della giungla metropolitana. La vittima risulta essere un orientale che cambiava spesso identità, compresa quella di adescatore di giovani studentesse per iniziarle alla pratica del bondage. Un tipo conosciuto anche dalle forze dell'ordine e nella zona universitaria con il nome di Gomorra. Per Marra e la sua nuova squadra sarà un caso notevolmente complesso da risolvere. Un buon giallo l'ultimo romanzo della scrittrice bolognese Mariel Sandrolini, che affronta tematiche molto attuali, analizzando la sua città in maniera anche critica. La struttura "gialla" regge bene facendo risultare la lettura gradevole e scorrevole, con uno stile molto classico. La storia nasce da un reale fatto di cronaca e si inoltra nelle labirintiche vie del sesso estremo. Un commissario anche lui vecchia maniera, che preferisce l'indagine classica all'uso della tecnologia. Un po padre padrone per quanto riguarda i rapporti con la sua nuova squadra investigativa. Insomma burbero ma giusto. Una sequenza di personaggi anche loro descritti in maniera sufficientemente dettagliata completano un buon cast complessivo. Difficile trattare un argomento così delicato senza scadere in ovvietà, banalità o volgarità gratuite. Invece la Sandrolini, con il suo stile pacato, classico e quasi signorile, ci riesce, in modo da non sconvolgere eccessivamente il lettore, anche se forse un "pizzico di pepe" in più non avrebbe guastato! Non un romanzo adrenalinico, ma che comunque tiene ben incollato il lettore. Solo qualche piccola perplessità me la hanno lasciata i dialoghi; secondo me risultano poco spontanei ed eccessivamente costruiti rispetto al modo di parlare e di comunicare del giorno d'oggi. Con un linguaggio più sciolto e moderno anche i personaggi guadagnerebbero ancora più in veridicità. Nel complesso un buon libro.





Buona lettura





Paolo Vinciguerra




                                 La mia vendetta avrà la tua firma

                       RECENSIONE DELLA DOTT.SSA DANIELA PORCU
         

Nella esoterica Torino, tra occulto e anime inquiete, si susseguono misteriosi delitti sotto le arcate dei Murazzi, sul Lungopò. Tre donne, dalle vite apparentemente distanti, sembrano essere vittime dello stesso assassino. In tutte le scene del crimine, gli indizi riconducono al professor John Cunningham, cardiochirurgo americano da poco tornato a vivere nella città che lo ha visto studente. Mentre il cerchio si stringe intorno a lui, la sua quotidianità viene sconvolta da visioni premonitrici degli efferati omicidi. E' forse nel passato che bisogna ricercare il segreto dei suoi incubi? E chi è che sta compiendo la sua vendetta, lasciando la firma del professore? La psicosi del serial killer terrorizza la città. Solo la caparbietà dell'ispettore Marra riuscirà a scoprire la verità, svelando la lucida follia che ha tramato un piano quasi perfetto.
La mia vendetta avrà la tua firma", non è solamente un thriller,
 ma una narrazione sospesa tra l’arte medica, il noir e la psichedelia.
Appassionante ed originale, il suo ritmo narrativo balza 
fuori innovando il genere classico-americano-poliziesco, di cui
 Edgar Allan Poe fu l‘iniziatore.
Oltrepassando i limiti del metodo scientifico deduttivo di 
Conand Doyle o di Agatha Christie,
 con la dilettante miss Marple o dei legal triller di Gardner 
con Perry Mason, si distingue sia
 dai romanzi dello spagnolo Manuel Montalban, sia da quelli
 quell’ italiani di Andrea Camilleri.
E un nuovo tipo di thriller che unisce formule narrative che
 incuriosiscono il lettore con nuove "
suspense" in un gioco alternato di tensione, emozione, 
sentimento, che coinvolge il lettore
 trasportandolo in balia delle onde, tra il tornare indietro
 nel tempo" i ricordi piacevoli
di Cunningham ,nella città in cui aveva trascorso gli anni più
 belli della sua storia di studente,
 i flash premonitori che anticipano gli eventi che accadranno, 
il presente, in cui i fatti accadono,
 nella cornice della città di Torino, di cui l’esordio descrittivo
 emozionale, rappresenta la
nella cornice della città di Torino, di cui l’esordio descrittivo
 emozionale, rappresenta la
 situazione iniziale, lo stato di cose in cui si verificheranno i fatti.
Un  colpo di scena: la pianista turba l’ ordine che darà vita alla
 storia successiva …
Il racconto concede spazio alla descrizione dell‘ ambiente Torino,
 la città che ha custodito
 i migliori anni della fanciullezza di Cunningham, che arricchisce 
di realismo il giallo.
La mia vendetta avrà la tua firma è come dire che la mia firma
 avrà la tua vendetta; 
 rappresenta due luoghi comuni, due topos letterari, dal momento 
in cui è presente uno 
sfondo misterioso e delittuoso, tuttavia un ‘atmosfera mistica del
 presagire sconvolge i tipici
elementi caratteristici del giallo, che si presentano come una novità 
che la scrittrice inserisce
 in questo thriller italiano, mescolando l ‘ordine degli eventi, dando
 maggiore suspense alla 
 prevedibile scala degli eventi. Una accattivante figura femminile
 supporta le indagini del
 commissario Marra che troverà una soluzione per dare una svolta
 alla risoluzione del giallo.
L’introduzione di elementi poetici danno un tocco di originalità e 
novità al thriller di
 una scrittrice bolognese intraprendente e geniale

Dott.sa DANIELA PORCU




                      
 LA MIA VENDETTA AVRA' LA TUA FIRMA
                                           Recensione di Martina Galvani Editor


Un serial killer.
Un rinomato e fascinoso cardiochirurgo giunto dagli Stati Uniti nella metafisica Torino spinto da incomprensibili visioni paranormali.
Su questi elementi Mariel Sandrolini costruisce un thriller cupo, dalle sfumature “noir”, che si snoda alternando ad episodi di cronaca nera momenti astratti dalla razionalità, per dare vita a una vicenda articolata in cui immagini  oniriche e vissuto si sovrappongono disorientando piacevolmente il lettore. I colpi di scena si susseguono, e la tensione sale nello sforzo di comprendere inghiottendosi una dopo l’altra le pagine di un romanzo che non concede tregua.
L’autrice narra con precisione ogni argomento trattato, attenta e informata, dotata di naturale versatilità che le permette di affrontare diversi generi letterari con la medesima sicurezza. Questa volta, infatti, propone un’opera del tutto affrancata dalle precedenti, confermando pur sempre il proprio tocco leggero ed elegante anche nelle situazioni più crude: vivace e veloce procede ostacolo dopo ostacolo accompagnando il lettore verso l’inaspettato finale, dove ogni tassello ricompone il puzzle emozionale della personalità dell’omicida seriale. La trama  intricata, ombrosa, dominata da richiami provenienti dal subconscio e da violenti flash-back rende la prova convincente, inserendola in un filone narrativo molto esplorato soprattutto nella realtà americana ( Carol O’Connell, tanto per fare un nome), benché leggendo le prime pagine il pensiero corra a :”Il segno del comando” di G. D’Agata.

18 Gennaio 2012







LA MIA VENDETTA AVRA’ LA TUA FIRMA
Recensione di Angela Bertoni 

“La mia vendetta avrà la tua firma” è un thriller ricco di suspense, avvincente ed integrante; insomma, ha tutte le caratteristiche di un bel racconto giallo.
Colpisce molto lo stile narrativo; frasi brevi ed efficaci che danno alla narrazione un ritmo veloce ed incalzante, così come è la storia che viene narrata. L’autrice crea così l’aspettativa di “cosa succederà”, la curiosità di sapere come si evolverà l’avventura del Dott. Kunninghan.
Sottolineare lo stile credo sia importante perché Mariel Sandrolini dà prova con questa ulteriore pubblicazione di essere in grado di cimentarsi con differenti cifre narrative; infatti, nei suoi libri di questi ultimi anni abbiamo trovato il racconto autobiografico, il romanzo “classico”, le ricostruzioni di carattere storico, le poesie ed ora il racconto giallo. Non è da tutti passare così agevolmente da uno stile all’altro.
Anche alla storia del protagonista non manca nulla per appassionare il lettore; un uomo di successo che pare avere tutto: una professione prestigiosa, il denaro, le donne, in realtà è tormentato da inquietanti incubi e visioni che ad un certo punto gli complicano la vita e, finirà che lui e diversi misteriosi omicidi si troveranno sulla stessa strada…
Non tutto però è come sembra…
Buona lettura!

08 Gennaio 2012 

                                                                             




Da "Soci con carta, penna e calamaio".



Da "Erica nelle parole di Maurizio Garuti".